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Cosa portare e come gestire il TEST ARCHED 2026

Guida chiara al TEST ARCHED 2026: documenti, oggetti consentiti, orari, regole ufficiali e gestione del giorno dell’esame.

Scritto daTeam TestBuddy
8 min lettura

Quando ci si prepara al TEST ARCHED, una delle difficoltà più grandi non è lo studio in sé, ma capire cosa succede davvero prima, durante e intorno al giorno della prova. Quali documenti servono. Cosa si può portare e cosa no. A che ora presentarsi. Cosa succede se qualcosa va storto. Come arrivare alla prova senza aggiungere ansia inutile.

In questo articolo affrontiamo, una per una, tutte le domande pratiche che uno studente si pone mentre si avvicina al test. Parliamo di documenti, oggetti consentiti e vietati, organizzazione dello zaino o della postazione, ingresso in sede o accesso online, gestione del giorno prima e del giorno stesso, orari, ritardi, problemi tecnici e imprevisti. L’obiettivo è chiarire cosa va fatto, attenendosi a ciò che è previsto ufficialmente, senza interpretazioni arbitrarie e senza informazioni superflue.

Le indicazioni che seguono riflettono quanto stabilito dai documenti ministeriali ufficiali e dalle istruzioni operative del sistema che gestisce il TEST ARCHED, che regolano struttura, modalità e svolgimento della prova per l’anno accademico 2026.

Documenti obbligatori da portare il giorno del test

Il giorno del TEST ARCHED è obbligatorio presentarsi con un documento di identità valido. Questo è l’unico documento sempre richiesto in modo esplicito e uniforme, perché serve per la verifica dell’identità del candidato prima dell’inizio della prova.

Accanto al documento di identità, possono essere richiesti ulteriori documenti specifici dall’università presso cui si sostiene il test, come indicato nel bando e nella convocazione ufficiale. Non esiste un elenco nazionale unico valido per tutti gli atenei. Ogni università definisce in modo autonomo se richiedere ricevute di iscrizione, autocertificazioni o altri moduli amministrativi.

Per questo motivo, la convocazione ufficiale è il riferimento operativo centrale. È lì che vengono indicati orario, sede, aula o modalità di accesso online, e tutta la documentazione che deve essere portata o tenuta disponibile.

Nel caso di prova svolta a distanza, non sono richiesti documenti cartacei aggiuntivi oltre al documento di identità, ma l’identificazione avviene comunque secondo procedure stabilite dall’ateneo.

Oggetti consentiti e oggetti vietati durante la prova

Le regole sugli oggetti consentiti e vietati non sono identiche per tutte le università, perché rientrano tra gli obblighi del candidato e le modalità di vigilanza definite dall’ateneo nel proprio bando.

Per il TEST ARCHED svolto a distanza, sono espressamente richiesti alcuni strumenti tecnici. È necessario disporre di un computer portatile, di uno smartphone o tablet con videocamera funzionante, e di una connessione internet stabile. Sul dispositivo mobile deve essere installata l’applicazione Cisco Webex, utilizzata come aula virtuale per la sorveglianza durante la prova.

È consentito l’uso di fogli completamente bianchi e di una penna per eventuali appunti. Non sono ammessi appunti precompilati, libri o materiali di consultazione.

Per quanto riguarda calcolatrici, smartwatch, auricolari, telefoni aggiuntivi o altri dispositivi elettronici, la documentazione ufficiale nazionale non fornisce un elenco unico e definitivo. Queste regole vengono stabilite dall’università e comunicate nel bando e nella convocazione. È quindi fondamentale attenersi esclusivamente a quanto indicato nei documenti dell’ateneo presso cui si sostiene la prova.

Come organizzare lo zaino o la postazione per il test

Quando il test si svolge in presenza, l’organizzazione dello zaino deve essere essenziale. Si porta ciò che è richiesto dalla convocazione, a partire dal documento di identità valido e dagli eventuali documenti amministrativi indicati dall’università. Tutto il resto è subordinato alle regole dell’ateneo e alle istruzioni fornite il giorno della prova.

Quando il test si svolge a distanza, l’organizzazione riguarda la postazione di lavoro. Devono essere pronti il computer portatile, il dispositivo mobile con Cisco Webex installato, una connessione stabile, fogli bianchi e penna. È necessario avere a portata di mano le credenziali e i collegamenti ricevuti via posta elettronica, perché il giorno del test viene inviata una comunicazione contenente il link per accedere alla prova, l’accesso all’aula virtuale e il collegamento per scaricare l’attestato del risultato.

Tutto ciò che non è espressamente consentito deve essere assente dalla postazione.

Arrivo in sede e procedure di ingresso

Per le prove in presenza, orario e sede sono indicati esclusivamente nella convocazione ufficiale. Non esiste un orario nazionale standard valido per tutti. Ogni università stabilisce quando presentarsi e lo comunica in modo formale.

All’ingresso avviene la verifica dell’identità e il controllo del rispetto delle regole stabilite dall’ateneo. Le modalità precise di identificazione e di accesso all’aula sono definite dall’università nel bando. La normativa nazionale stabilisce che queste procedure devono essere previste, ma non ne impone una forma unica.

Gestione del giorno prima del test, alimentazione e condizione mentale

Nei documenti ufficiali che regolano il TEST ARCHED non sono presenti indicazioni su alimentazione, riposo o preparazione mentale il giorno prima della prova. Le fonti istituzionali si concentrano sugli aspetti organizzativi, tecnici e procedurali.

Questo significa che non esistono prescrizioni ufficiali su cosa mangiare, come dormire o come gestire lo stato emotivo. L’unica preparazione formalmente prevista riguarda la verifica dei requisiti tecnici, nel caso di prova a distanza, e il controllo delle comunicazioni ricevute dall’università.

Gestione del tempo e dell’ansia durante la prova

La struttura del TEST ARCHED è definita in modo preciso. La prova è composta da 50 quesiti a risposta multipla, con 100 minuti di tempo complessivi. Ogni risposta corretta vale 1 punto, ogni risposta errata comporta -0,25 punti, mentre le risposte non date valgono 0 punti.

Questi elementi stabiliscono il quadro temporale e valutativo entro cui si svolge la prova. Non sono previste, nei documenti ufficiali, indicazioni su tecniche di gestione del tempo o dell’ansia. L’unico riferimento a situazioni particolari riguarda i candidati con disabilità o con diagnosi di Disturbi Specifici dell’Apprendimento, per i quali possono essere previste misure compensative secondo quanto indicato dall’università.

Errori da evitare il giorno del test

Un errore rilevante è sostenere il test in un’università diversa da quella in cui ci si vuole immatricolare, perché il risultato del TEST ARCHED è valido solo per l’ateneo presso cui è stato svolto.

Un altro errore è non verificare se l’università richiede effettivamente il TEST ARCHED, perché non tutti i corsi di laurea in architettura adottano questa prova. L’informazione è sempre contenuta nel bando dell’università.

Nel caso di prova a distanza, un errore critico è non disporre dei dispositivi richiesti o non aver installato Cisco Webex sul dispositivo mobile. In queste situazioni è necessario contattare l’università, che in alcuni casi consente di svolgere la prova in aule informatiche dell’ateneo.

Dal punto di vista dell’esito, è importante sapere che chi non risponde a nessun quesito non viene inserito in graduatoria, come stabilito dalla normativa ufficiale.

Cosa fare la sera prima del test

I documenti ufficiali non prevedono attività specifiche collocate formalmente nella “sera prima”. Non esistono scadenze o adempimenti fissati a quel momento.

L’unico riferimento operativo è il controllo delle comunicazioni ricevute, in particolare per la prova a distanza, e la verifica di avere a disposizione tutto ciò che è richiesto dalla convocazione o dalle istruzioni tecniche. Oltre a questo, non sono previste indicazioni ufficiali.

Cosa portare il giorno della prova e cosa è vietato

Il giorno della prova si porta il documento di identità valido e tutto ciò che è indicato dalla convocazione dell’università. Per la modalità a distanza, si utilizzano i dispositivi tecnici richiesti e i materiali consentiti come fogli bianchi e penna.

Ciò che è vietato non è definito in modo uniforme a livello nazionale, ma dipende dalle regole stabilite dall’ateneo. Ogni oggetto non espressamente consentito deve essere considerato non ammesso, secondo quanto indicato nel bando.

Orari di convocazione, identificazione e ritardi

Gli orari di convocazione sono sempre indicati nella convocazione ufficiale. L’identificazione è una fase obbligatoria prevista dalla normativa, ma le modalità concrete sono definite dall’università.

Per quanto riguarda il ritardo, non esiste una regola nazionale unica che disciplini le conseguenze. La gestione del ritardo rientra tra le modalità organizzative e di vigilanza stabilite dall’ateneo. In assenza di una previsione esplicita nel bando, non è possibile applicare regole diverse da quelle ufficialmente comunicate.

Problemi tecnici o imprevisti e a chi rivolgersi

In caso di problemi tecnici nella prova a distanza, come l’assenza di dispositivi idonei, l’indicazione ufficiale è contattare l’università presso cui si sostiene il test. Alcuni atenei mettono a disposizione postazioni interne per lo svolgimento della prova.

Le comunicazioni operative, comprese le credenziali e i collegamenti, vengono inviate via posta elettronica il giorno del test. Per ogni imprevisto non disciplinato in modo generale, il riferimento resta l’università e le istruzioni da essa fornite.

Riferimenti ufficiali

Le informazioni riportate derivano dalla documentazione ministeriale e dalle istruzioni operative ufficiali che regolano il TEST ARCHED, in particolare dal decreto ministeriale ufficiale e dalle indicazioni operative del sistema TEST ARCHED, che disciplinano struttura, modalità e svolgimento della prova.

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